martedì 20 maggio 2014

Lettera aperta a Don Patriciello

Caro Padre, premesso che non sono un tifoso della politica e in modo particolare di questo governo e neppure dei precedenti, anche se ogni volta che vego chiamato a votare ci vado. Non comprendo bene questo urlo contro gli uomini della politica e amministratori vari quando il vero problema persiste nella coscienza di noi semplici cittadini che continuiamo a gettere i rifiuti speciali che derivano da opera di ristrutturazione, o rimordamento, o svecchiamento delle nostre abitazioni nelle piazzole di sosta delle strade a scorrimento veloce, sotto i ponti o in stradine comunali o vicinali. I cumuli di immondizia che lei nota sono frutto anche e oso dire sopratutto, di piccole azioni illegali fatte quotidianamente da persone che abitano accanto a noi e che allontanandosi qualche Km dal loro domicilio sversano illegamente i contenuti dei cofani delle loro auto pensando di aver risolto il loro problema. Che cosa pretendiamo dalle amministrazioni? Io che viaggio molto, posso assicurare che non vedo più autocarri o motocarri che vanno girando con rifiuti in cerca del luogo adatto per lo sversamento illegale. Le sanzioni sono notevoli e le forze dell'ordine hanno sostanzialmente bloccato questo mercato; ancora oggi gli sversamenti continuano a piccole dosi con auto private che sono difficilmente individuabili e riescono ad eludere i controlli e in orari "giusti" effettuano sversamenti. Con questo scritto, mi domanderà, dove voglio arrivare? Ecco la risposta, penso che rivolgersi a tutti o contro tutti equivalga a parlare al vento; mentre concentrare l'attenzione su azioni di sensibilizzazione delle masse; su azioni di responsabilizzazione della popolazione; sulla necessità di lavorare nel reparto formativo dei bambini e degli adolescenti sia la cosa più importante da avviare. Sono certo che questo lavoro guidato dai Pastori della nostra Chiesa e illuminato dallo Spirito Santo coinvolgerà tutti e darà frutti straordinari. Diversamente continuare a urlare i nostri diritti senza mai accennare ai nostri doveri, invocare le autorità preposte alla pubblica amministrazione, agitare persone paventando innanzi a loro lo spettro della malattia e della morte, eludendo addirittura la necessità per i Cristiani di considerare la nostra vita come un percorso penitenziale non improntato necessariamente e/o esclusivamente sui diritti civili, potrebbe essere interpretato solo come un mezzo per far arrivare nelle nostre terre solamente altro denaro che, sappiamo bene, non sarà mai utilizzato per risolvere il problema per il semplice fatto che risolvendo il problema, non arriverebbe più gratuito denaro nelle tasche della delinquneza ..... ahimè grande alleata della politica. Don Patriciello, la prego di cogliere questa mia critica con l'amore che io cerco sempre di porre davanti ai miei pensieri e se le sono parso nell'errore non mi dimentichi nelle sue preghiere.

giovedì 8 maggio 2014

Per Mammucari

La Campania profuma di quel pulito che non si trova altrove perchè è solo nel cuore dei campani; La Campania risplende per la gioia di vivere che alloggia solo nei nostri cuori.
I profumi ai quali lei sig. Mammuccari è evidentemente abituato sono quelli falsi che per distinguersi l'uno dall'altro hanno bisogno di una firma. Profumi che nascondono la puzza delle persone che per cinica ambizione agiscono, spesso in dispregio delle morale comune o solo per una squallida risata, offendendo l'intero popolo campano e anche la loro natura umana e se ne accorgono perchè inebriati dal profumo in bottiglietta.
Sig. Mammuccari, la Campania profuma di fiori e di sole come tutto il sud, profuma di pomodori e di mare; profuma di albicocchi e limoni, di peschi e di aranci, di vitigni e mosto. La Campania ha il profumo della semplicità, del canto e del sudore di chi sgobba da mattino a sera nei campi, nelle fabbriche e nei mari di tutto il mondo.
Sig. Mammucari in confidenza non cambio l'odore della Campania per quello della Lombardia o di qualsiasi altra regione o nazione ed è proprio quì, in questo territorio che da non campano cerco di aiutare le vittime di nordofilismo o esterofilismo a prendere coscienza della grande fortuna che hanno a vivere in Campania.

lunedì 5 maggio 2014

Lo Stato che non c'è



Non mi sento assolutamente vicino al sig. Gennaro de Tommaso; non perché non credo alla sua versione (eliminati i preconcetti, non ho motivo di non credere) ma perché chi rappresenta gruppi di persone perché si pone o è posto a capo di una comunità ha delle responsabilità di rappresentanza e ha l'obbligo di mantenere tutta la sua comunità all'interno del cerchio di legalità necessario affinché tutti possano usufruire dello spettacolo e l'arrogante atteggiamento di de Tommaso seduto sulla transenna a mo' di scimmia non aiuta più di tanto. D'altra parte cosa sarebbero le partite senza i cori, le coreografie e quant'altro c'è di bello nelle curve? Io sono un genoano e non riesco ad immaginare una partita del Genoa senza il tifo della nord, le partite Napoli Genoa sono le più belle in assoluto di tutto il campionato proprio grazie alle meravigliose coreografie delle due più belle e pacifiche tifoserie del campionato. (poche decine di delinquenti, sempre presenti in ogni contesto, non devono confondere decine di migliaia di tifosi che seguono la squadra in trasferta)
Detto questo, la vera figuraccia la fa lo Stato, anzi la fanno i rappresentanti delle istituzioni; pronunciano frasi senza senso e anziché rassicurare con un chiaro comunicato tutto il pubblico nello stadio che la Polizia ha già individuato il criminale colpevole del grave gesto omicida e lo ha già sbattuto in galera o che poco ci manca fa tutt'altro: una lunga serie di indiscrezioni, nulla di ufficiale, abbiamo assistito al tentativo di “inquinare il tutto” (come è ormai nella migliore tradizione dello Stato) facendo credere che il gesto delinquenziale era da ricondurre ad un agguato, quasi ad un regolamento di conti, fra criminali che nulla avevano a che vedere con il calcio.
Questo Stato che non c’è fa sempre questo, depista l’opinione pubblica, scende a compromessi con la criminalità (vedi trattativa Stato mafia), insegna ai poliziotti ad avvalersi della collaborazione dei delinquenti che in cambio di protezione passano notizie utili alle forse dell’ordine. Notizie utili che servono solo alla carriera di funzionari o ufficiali, infatti non caso si fanno arresti su arresti senza mai annientare il sistema mafioso. Una volta, in confidenza, un vice-questore a Napoli mi disse: Vedi Corrado per far carriera nella Polizia bisogna essere capaci di arrestare un ladro di galline e farlo diventare, per l’opinione pubblica, un grande delinquente (da allora sono passati quasi trent’anni e il vice-questore a cui faccio riferimento è morto)
Questo mi sembra proprio quanto sta accadendo, solo che questa volta non è il poliziotto che vuol fare carriera ma i rappresentanti delle Istituzioni che, incapaci di agire, usano, per salvare la loro faccia, il vecchio metodo.
Questo Stato che non c’è, non risponde del grave episodio avvenuto in totale disprezzo delle più elementari norme a tutela e garanzia dell’ordine pubblico o per meglio dire della nostra sicurezza (che ci fa un pazzo con la pistola in mezzo alla strada) e concentra l’attenzione sul sig. De Tommaso capo degli Ultrà Napoletani, colpevole solo di avere dei tatuaggi e un soprannome ma che, se era nello stadio, aveva una regolare tessera del tifoso. Strumento, quello della tessera, fortemente voluto da Alfano e colleghi di governo. Adesso si parla di DASPO a vita per De Tommaso …. Ma di che stiamo parlando?  Abbiamo tollerato per anni che la bandiera fosse oltraggiata da Bossi e da tutta la Lega Nord e adesso ci scandalizziamo se dei tifosi fischiano all’Inno d’Italia? Forse fischiavano, e a quel fischio mi associo, non all’inno d’Italia ma fischiavano a chi in questi anni sta rappresentando l’Italia e fra questi, al primo posto il Presidente della Repubblica.
Per rimanere in tema di forse dell’ordine, ci siamo scandalizzati per l’applauso rivolto ai poliziotti che hanno menato di a morte il giovane Aldrovandi, nel contempo sosteniamo che le sentenze sono sacre e vanno rispettate! Ci si indigna e si parla a vanvera, si usano paroloni come il giorno infangante della Polizia di Stato, però non si dice che la sentenza di condanna dei poliziotti è “omicidio e concorso in omicidio colposo” ovvero un incidente di percorso capitato a dei poliziotti che nell’esercizio delle loro funzioni hanno avuto un incidente; come se una volante del 113 durante un inseguimento investe sulle strisce pedonali uno scolaro che va a scuola e questo muore a causa dell’urto. Per che cosa mi devo scandalizzare? Per la sentenza o per l’applauso? Se la sentenza è sana e non devo avere dubbi su questo, perché mi devo scandalizzare per un applauso di solidarietà?
Se Speziale si sente innocente o non totalmente colpevole e chiede la revisione del processo e se qualcuno, anche se per partito preso, crede nella sua innocenza e indossa una maglia per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla sua convinzione che cosa fa di male?
Le garanzie civili e morali sono dovute a tutti si o no? Perché mai al sig. Speziale non si deve una garanzia in tal senso? L’istituto della revisione del processo esiste? Se esiste come sembra che esista perché si deve negare la possibilità di richiederlo? Saranno poi i Magistrati che valuteranno se ci sono le condizioni previste dalla legge per concedere la revisione del processo; ma questo è ben diverso dal consentire di chiederlo.
Questo Stato che non c’è si indigna quando si chiede di porre il numero di identificazione ai poliziotti impegnati nell’ordine pubblico, mentre in altri stati, dove lo Stato c’è  oltre al numero i poliziotti hanno anche una mini webcam sul casco che registra le immagini che il poliziotto vede durante il suo lavoro. In UK le auto della polizia hanno la webcam davanti e dietro e registrano le immagini che trovano quando si accostano al luogo di intervento. Queste applicazioni tecnologiche e di basso costo non servono a individuare il poliziotto che effettua il pestaggio ma a tutelarlo e a responsabilizzare chi li comanda. Ma ahimè sono proprio quelli che li comandano che vogliono rimanere nella più squallida arroganza di potere. Vedi chi ha dato l’ordine di irrompere nella Diaz e che processo diverso ci sarebbe stato se i poliziotti avessero avuto la webcam sul casco. Forse se avessero avuto tale obbligo, quell’ordine orrendo, con il rischio di una prova certa e inconfutabile, non sarebbe mai partito.
Questo Stato che non c’è si prende gioco di noi, e vediamo in TV il nostro primo ministro (mr. Bean in versione italiana Renzi) che assiste impotente all’incapacità del  Prefettura e Questura nell’assumere la decisone in tempi rapidi l’unica decisione da prendere: Far giocare senza indugio e senza trattative con gli ultrà (avvenute sotto l’occhio di tutto il mondo) facendo precedere l’inizio della partita con un comunicato onesto e veritiero del tono: “siamo solidali con i tifosi del Napoli per l’episodio che ha colpito il giovane Ciro, ma abbiamo già assicurato alla giustizia i colpevoli e comunque quanto accaduto non ha nulla a che vedere con la tifoseria fiorentina e anche se con grande dolore lo spettacolo va avanti”
Mi chiedo se il primo ministro, insieme al presidente del Senato entrambi presenti nello stadio non sono stati in grado di far sentire il loro peso nel dare istruzioni ai funzionari di prefettura e questura, possono essere in grado di far sentire il loro peso nelle questioni che riguardano il futuro di tutta la nazione?
Ho dei grossi dubbi, anzi dei veri e propri timori: vivo in uno Stato democratico dove non c’è democrazia e neppure l’autorità di una dittatura, uno Stato iper garantista che per garantire tutti non garantisce più nessuno; uno Stato che basa il suo essere solo nell’apparato burocratico, un apparato che vorrebbe riformare ma che sa benissimo di non poterlo fare perché eliminando la burocrazia statale si eliminerebbero la maggior parte degli attuali ciarlatani che rappresentano le istituzioni.
Istituzioni (configurazioni organizzate di relazioni sociali giuridicamente e storicamente orientate, il cui fine è di garantire la conservazione e l'attuazione di norme o attività sociali e giuridiche -stabilite tra l'individuo e la società o tra l'individuo e lo Stato- sottratte all'arbitrio individuale e all'arbitrio del potere in generale). che non rispondono più al loro scopo ma che grazie ad un insieme di leggi volute dai partiti e dai sindacati, si sono trasformate in una sorte di tabù generale da non toccare o osare di pronunciare.
Per fortuna in questo Stato che non c’è, esiste un potere indipendente e parallelo: quello della Magistratura e il giorno in cui la politica riuscirà a sottomettere alla sua volontà anche la somministrazione della giustizia comprenderemo il motivo delle sanguinarie rivoluzioni di vecchia e anche recente memoria.

venerdì 2 maggio 2014

L'Italia non è solo Berlusconi

Oggi su IL MATTINO ho letto un articolo che riportava una frase detta da Toni Servillo in Germania a difesa dell'Italia e in modo particolare di Napoli. http://ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/toni-servillo-difende-napoli-germania/notizie/662778.shtml
In tutta risposta ho postato sul giornale il seguente commento: 

" Dove gira il vento così gira la bandiera, anni e anni di storia non insegnano nulla e con poche parole dette male e per giunta prive di un reale significato ci si sente degni e meritevoli di ascolto. Certo l'Italia non è solo Berlusconi, l'Italia è anche Dalema, Prodi Veltroni e Bersani; L'italia è anche Camusso e Landini; L'Italia è un presidente (p minuscola non a caso) della Repubblica che ha 89 anni ed è in carica da 9  con un passato squisitamente comunista e che oggi parla di giovani e futuro, di democrazia e libertà ma vieta le elezioni. L'Italia è anche Cosentino, Totò Riina, Schiavone, 'ndrangheta, mafia, camorra, magliana, brenta. L'Italia è un popolo che ha assisto per anni allo sversamento di rifiuti nelle buche aperte sotto il proprio naso senza dire una sola vocale e solo adesso (quando il vento ha cambiato direzione) urla per chiedere soldi per la bonifica. L'Italia è anche quella nazione che si ritrova per la terza volta un governo che non ha votato. L'italia è anche  la nazione che oggi viene governata con i tweet e con le chiacchere normalmente in uso ai venditori di piazza. L'Italia è la nazione dove la PA sperpera valanghe di denaro e offre servizi già indegni nel terzo mondo. L'Italia è anche Servillo che dicendo l'Italia non è solo Berlusconi crede di aver detto tutto. Certo, mi vien da pensare,  che se non ci fosse stato il Berlusconi oggi l'Italia, sotto il profilo economico, morale e per senso civico, sarebbe una spanna più sù della Germania ......"

 


mercoledì 11 dicembre 2013

I partiti e la protesta dei Forconi

Avevo deciso di non scrivere più, volevo estraniarmi da tutti, rinunciare a tutto e rifugiarmi nel cuore di Dio, pregare molto e prepararmi a vivere con consapevolezza il Santo Natale quale momento che ha cambiato radicalmente la storia del mondo e dell'umanità, momento che troppo spesso non viviamo  come evento storico ma come favoletta per ingenui.
Ed è proprio il mio essere con Cristo che mi impone di non tacere, è proprio l'Amore per Lui che mi stimola a gridare contro le ingiustizie ed invitare tutti a non seguire mai più i falsi profeti, i falsi detentori di verità teoriche, i partiti, la politica, l'illusione utopistica che la democrazia sia il sale della vita.
Non sono mai stato e certamente non divento oggi un anarchico, al contrario credo nella necessità delle "regole" voglio che gli aspetti materiali della vita siano gestiti da onesti amministratori e non credo nella democrazia intesa come sistema con il quale e attraverso il quale ognuno è libero di fare ciò che vuole. Non capisco cosa siano le cosidette "istituzioni" che devono essere rispettate come un dogma inventato dagli uomini e che sono aldisopra della stessa democrazia tanto invocata da noi poveretti.
Guardiamoci attorno, e proviamo ad osservare quanti organizzazioni vicino a noi non hanno idea di vita democratica e funzionano benissimo. Esempio l'organizzazione nello Stato Vaticano funziona senza che al suo interno si riscontri un minimo segno  di democrazia; nei vari corpi militari a servizio della Patria e anche nella Polizia di Stato che militare non è,  la democrazia non esiste e, ciononostante, funzionano benissimo. La mia analisi continua e scopro che per effetto di un referendum (di dubbia validità) lo Stato Italiano è diventato Repubblica ed è basato sul principio della cosidetta democrazia parlamentare e il rispetto di questo sacrosanto principio è affidato alle cosidette Istituzioni. In pratica sembra che tutto quello che noi popolo non possiamo mettere in discussione si chiama Istituzione; il Governo a difesa delle Istituzioni e fra le stesse e il popolo chiama o frappone le forze dell'ordine che non sono un soggetto democratico
L'Italia, nata come Repubblica Democratica fondata sul lavoro la cui sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione, è diventata nei fatti una Repubblica Democratica fondata sui partiti che si sono impudemente appropriati della sovranità spettante al popolo che non può più esercitarla perchè i partiti, incuranti della carta Costituzionale, gli impediscono non solo di scegliere i propri rappresentanti ma anche di chiedere nuove elezioni.
Non solo, i rappresentanti del Governo, che ripeto sono stati scelti dai partiti e non dal popolo, ogni tanto evocano il dogma Istituzione quale bene da tutelare ad ogni costo. 
Vediamo cos'è una Istiutuzione: "L'istituzione è una configurazione organizzata di relazioni sociali giuridicamente e storicamente orientata, il cui fine è di garantire la conservazione e l'attuazione di norme o attività sociali e giuridiche stabilite tra l'individuo e la società o tra l'individuo e lo Stato  sottratte all'arbitrio individuale e all'arbitrio del potere in generale
In poche parole le Istituzioni non esistono, sono una realtà virtuale composta di norme che devono tutelare il rapporto fra il popolo (quale somma di individui)  e la società (che è composta dal popolo) oppure fra il popolo (quale somma di individui) e lo Stato (la cui sovranità per dettato Costituzionale appartiene al popolo) in modo e maniera tale che le norme di questi rapporti (quindi le Istituzioni) siano sottratte all'arbitrio del popolo (quale somma di individui) e all'arbitrio del potere in generale che dovrebbe essere rappresentato dal Governo (quindi dal popolo).
Sembra abbastanza chiaro che se paragonassimo l'Istituzione ad un flusso di corrente elettrica verso le proprie utenze e la mettessimo in collegamento nello stesso modo in cui le Istituzioni collegano i soggetti di cui sopra il cortocircuito risulterebbe inevitabile e se lo forzassimo sarebbe tale ta generare un blak out di proporzioni enormi.
Il popolo ha realizzato lo stato di dipendenza, sottomissione, assoggettamento, subordinazione, sudditanza, asservimento in cui si trova verso questa Repubblica democratica che è esattamente il contrario del concetto di sovranità menzionato nell'art. 1 della Carta Costituzionale e sta protestando.
Quella di questi giorni è una protesta del popolo e la politica si autocelebra attraverso "primarie" congressi, scissioni, nuove formazioni e, a difesa di loro stessi, si nascondono dietro le Istituzioni (soggetto virtuale origine del cortocircuito) per difendersi dal popolo, sperando che questo sia sufficente a garantire la loro sopravvivenza.
Non so come andrà a finire questa brutta storia,  non credo più nel nostro modello malato (merito anche di questo nonno, anzi meglio di bisnonno Presidente) e ho la sensazione che si tratti di una malattia molto grave e inguaribile e, come si fa in questi casi, prego molto perchè il Signore si prenda cura del malato e provveda, fornendoci Grazia e forza, a noi tutti che dovremo sopravviovere alla sua morte.
  

























martedì 8 ottobre 2013

EVASIONE - ecco perchè i distributori di benzina devono emettere scontrino fiscale.

Come fa un soggetto giuridico ad avere disponibilità di ingenti quantità di denaro cash in nero e trasferirli in luoghi fiscalmente sicuri?
Altre volte ho provato a parlare dell'argomento,  ma come recita un vecchio detto: " non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire".
Ancora per una volta, voglio credere che gli investigatori della GF, che i tecnici delle commissioni parlamentari e i vari ministri delle finanze siano stati così ingenui da non pensarci; adesso qualcuno, voglio credere, leggerà il post e se ne farà carico nelle giuste sedi.
Andiamo avanti.
Inizio con un quesito: perchè il barista deve emettere lo scontrino fiscale per ogni caffè che serve ai suoi clienti (scontrini  anche per 0,80 €) e un distributore di benzina effettua il pieno di gasolio o benzina ad un'auto senze emettere nessun documento fiscale? (i rifornimenti vanno da 10 € a centinaia di €) -
Entrambi, barista e distributore di carburanti, sono  classificati come imprenditori commerciali in proprio; entrambi acquistano il prodotto da rivendere e lo ricevono accompagnato da documenti di trasporto e fatture che vengono regolarmente pagate a mezzo assegni non trasferibili e/o bonifici bancari e/o assegni circolari.
Chiedo ancora: Perchè tutti gli imprenditori commerciali emettono, al momento della vendita scontrino fiscale e/o fattura, mentre quelli che vendono carburanti per autotrazione nella rete stradale e autostradale italiana, pur incassando centinaia di migliaia di euro cash sono esonerati dall'obbligo di produrre lo scontrino fiscale? Le fatture vengono emesse solo se richiesta dai clienti. 
Provate a chiedere una ricevuta quando effettuate il rifornimento dal vostro distributore, magari adducendo come motivazione la necessità di avere il rimborso della spesa. Il distributore scriverà su un pezzo di carta anonimo con timbro del gestore l'importo pagato, la targa e i litri .... ma nulla di fiscalmente valido!
PERCHE? perchè nessuno se ne è mai accorto e ha posto rimedio ...... ? specialmente nel momento in cui burocrati pazzi vogliono la tracciabilità di spese superiori a 1.000 euro? Ma dov'è il gabibbo della situazione? 
Provo a spiegarlo nel modo più semplice possibile:
La stazione di servizio X vende carburanti ed è ben posizionata su una SS nei pressi di una zona industriale, vende gasolio per autotrazione, benzina, g.p.l. e metano;
Ogni stazione di servizio è sotto il controllo della GF, dell'ufficio metrico e dei VVFF - Questi tre enti controlano:
GF - verifica saltuariamente che i litri di carburanti dichiarati in ingresso meno i litri venduti (risultante da rilevazione quotidiana dei numeri del totalizzatore litri erogati su ogni singolo erogatore) corrisponda alla giacenza contabile del prodotto e, con un ampio margine di tollerenza, alla giacenza fisica del prodotto all'interno dei serbatoi di stoccaggio in dotazione all'impianto. 
Per comprendere meglio, un esempio: al mattino quando l'impianto inizia la sua attività, l'erogatore del gasolio segna sul totalizzatore il numero 182546652 e nel serbatoio di stocaggio c'è una giacenza fisica e contabile (per semplicità) di 2.000 litri. Durante la mattinata l'impianto riceve una fornitura di 5.000 litri gasolio ed effettua svariate vendite. Supponiamo che alle ore 18 arriva il controllo dell GF: le operazioni che effettuano sono le seguenti: controllo giacenza fisica con aste metriche posizionate sul serbatoio di stoccaggio, supponiamo che la risultante del controllo indichi una giacenza fisica di litri 3.850; a questo punto la pattuglia della GF controlla i numeri sul totalizzatore dell'erogatore che, se è tutto in chiaro, corrisponderà al numero 182549802. Infatti 2.000 litri di giacenza iniziale più 5.000 di prodotto acquistato meno  giacenza residua nel serbatoio di 3.850 litri rappresenta una vendita di litri 3.150; se il totalizzatore ha incrementato la sua numerazione di 3150 unità per la pattuglia della GF che ha effettuato il controllo è tutto OK, un saluto e procede per altra destinazione. 
Ufficio Metrico, controlla in sede di collaudo e con ispezioni saltuarie che l'erogatore sia tarato correttemente; cioè un litro erogato corrisponda realmente alla misura di un litro (è sempre ammessa una piccola tollerenza  ... che su grandi numeri non è più piccola).
VVFF, controllano in sede di collaudo e con ispezioni saltuarie che l'impianto di erogazione carburanti rispetti le normative di sicurezza di settore.
Nessun controllo sui flussi di denaro!!!
Come si può trarre illecito beneficio da questo sistema? Ecco la procedura:
Il titolare o il gestore della stazione di servizio "X" proprio nel giorno del controllo della GF ha incassato in contanti € 6.718 per la vendita verso privati di 3.850 litri di gasolio al prezzo di €/litro 1,7449 . (imponibile 5.506,55 + IVA €  1.211,45 = totale in cassa € 6.718,00) 
Il titolare o il gestore della stazione "X" ha in cassa € 6.718,00 giustificati solo dalla vendita di 3.850 litri di gasolio.
Illecito: 
il soggetto giuridico "Y" vuole costituire dei fondi in nero da trasferire in una banca svizzera e si presenta al suo amico compiacente titolare o gestore della stazione di servizio "X" e gli chiede di emettere una fattura di € 5.000 + IVA per la fornitura di 3.836 litri di gasolio ai veicoli aziendali al prezzo unitario di € 1,5901 totale € - importo totale € 6.100.
Il titolare o gestore della stazione di servizio "X" emette la fattura (ricordo che le vendite di carburanti vengono fatte senza alcuna forma di tracciabilità) e mette in cassa l'assegno non trasferibile di € 6.100 di cui € 1.100 è IVA, dalla cassa preleva in contanti € 4.900 e li "restituisce" in "nero" a quel soggeto giuridico "Y" che voleva costituire dei fondi da trasferire in Svizzera. (100 € di commissione in nero)
Conclusione:
Nel modo sopra descritto l'azienda "Y" ha pagato una fattura di € 6.100 di cui € 1.100 trattasi di IVA (che in parte o totalmente l'azienda recupera con le compensazioni dare/avere IVA) mentre Il titolare "Y" si è messo in tasca € 5.000 in nero che, correndo qualche rischio, andrà a depositare in Svizzera alla faccia di chi vuole tracciare spese per importi superiori a 1.000 €; Il gestore o il titolare della stazione carburanti, in quel giorno avrà versato in banca un assegno di 6.100 € + contanti per € 618 corrispondenti all'incasso per una vendita di 3.850 litri e, in più, anche il gestore/titolare della stazione di rifornimente si mette in tasca 100 € di guadagno extra in nero.
Adesso provate ad immaginare quante stazioni di servizio con gestori "compiacenti" o "obbligati" ci sono in Italia e quanti soggeti con partita IVA con uno o più automezzi hanno la possibilità di frodare fisco, norme su tracciabilità, recupero accise ecc. ecc.
Adesso provate a chiedervi se il legislatore è ignorante e non immagina la frode che si perpetua da anni e per quale motivo non obbliga le stazioni di servizio ad emeterre un documento fiscale (scontrino o fattura) ad ogni singolo rifornimento.
Purtroppo so che qualche lettore del post si chiederà perchè non mi faccio i fatti miei e lascio in pace il prossimo. Rispondo che il dovere di ogni cittadino è quello di denunciare le forme di illecito di cui è a conoscenza e che limitando le frodi fiscali degli altri, non faccio altro che il mio interesse di contribuente.


giovedì 26 settembre 2013

Mio caro ministro Saccomanni ma che dice?

Mio caro ministro Saccomanni ma che dice? - Ieri sera in tv su La7, se ho ben capito,  lei caro ministro ha esternato questo concetto: "in questa situazione il ministro delle finanze ha due strade da percorrere e ne deve scegliere una; o sceglie di ridurre la spesa, o sceglie di aumentare le tasse". Poi ha aggiunto:" la terza possibilità consiste nell'aumentare il debito pubblico ma io non intendo percorrere questa via perchè la situazione è già di per se abbastanza grave". 
Mio caro ministro, sembrerebbe, se non mi sbaglio,  che il debito pubblico dell'Italia abbia superato i 2.000 miliardi di euro e mi pare di ricordare che in Italia siamo circa 60 milioni di anime  (60 per semplicità di calcolo); una semplice divisione mi dice che ogni persona che nasce in Italia, prima ancora di emettere il suo primo vagito ha già accumulato circa 33 milioni di euro di debito. 
Mio caro ministro, Lei pensa che questo debito potrà un giorno essere azzerato? Pensa che sia giusto mettere sulla testa di ogni nato quel peso frutto dell'accidia o dell'egoismo dell'essere umano vissuto nel secondo dopo guerra?  Lei sa benissimo che il debito pubblico non esiste perchè in tutto il mondo non esiste sufficente  moneta per azzerare il debito di ogni singola nazione e fra queste l'Italia.  
Per favore la smetta di dire cretinate, l'unica cosa intelligente che è uscita dalla sua bocca è stata: "gli italiani devono conoscere la verità", dopo di chè, su probabile richiamo di Napolitano ha taciuto. 
Sig. Ministro, lei che conosce la verità, si adoperi per cancellare il debito pubblico come soggetto virtuale padrone del mondo.
Non esiste altra soluzione, lo ha detto anche il Papa: il sistema economico mondiale va messo in discussione! - Ed io aggiungo: non esiste una via per contenere,  ridurre o azzerare  il debito pubblico del mondo perchè non esiste il controvalore in denaro della somma nominale del debito dei singoli Stati.
Se esistesse il denaro per azzerare il debito del mondo e se l'azzeramento del debito avvenisse, contemporaneamente si verificherebbe il fallimento dell'intera economia mondiale. Sig. Ministro, lei sa che quello che ho scritto, sicuramente in modo non accademico, corrisponde alla verità, di conseguenza le chiedo: " ma di quale debito stiamo parlando?"
Lei Sig. Ministro insieme a tanti altri economisti di fama mondiale, ha studiato molto ma  nessuno vi ha detto che il vostro compito non è quello di falsificare numeri e teoremi per salvare un sistema che si è rivelato sbagliato! Il suo compito, mi perdoni se mi permetto di suggerirglielo, è quello di cambiare il sistema economico sul quale oggi basiamo la nostra esistenza. 
Sig. Ministro si ricordi che il "dio denaro" non esiste e quando questo è addirittura virtuale si dimostra ancora di più la sua inconsistenza. Per favore: voi economisti e governanti state consegnando l'umanità in mano ad un padrone virtuale che si chiama debito e non avete nessun mandato, nessuna autorità per fare questo. FERMATEVI !
Sig. Ministro si faccia promotore del cancellamento del debito nel mondo, bastano pochi clic digitati nelle sedi opportune e, senza spargimento di sangue, si salva l'umanità. Le chiedo solo di cancellare quello che non esiste .... le sembra difficile? Mi creda non lo è: non attenda che siano altri a farlo;  non esiti oltre,  provi ad immaginare quante vite si potrebbero salvare con qualche "clic".
Grazie per l'attenzione
Corrado Sensi