venerdì 28 dicembre 2012

Una riflessione sulla campagna elettorale 2012 / 2013

Napoli 28/12/2012
Più giorni passano, più seguo le manovre elettorali, più fatico ad orientarmi.  Fra tweet lanciati in rete, commenti su fb, talk show, programmi radiofonici di dubbia imparzialità, stampa di ogni tendenza, discorsi elettorali recitati dai leader dei vari partiti e interventi di alti prelati della Chiesa, penso di poter sostenere che come al solito in Italia, nonostante sia ben presente in tutti noi la certezza di vivere un momento in cui  le scelte politiche possono essere determinanti per lo stile di vita che ci attenderà, i leaders della politica continuano a scagliarsi l'uno contro l'altro accusandosi a vicenda di essere falsi, ipocriti e menzogneri al punto tale da indurci a credere che la menzogna sia la vera sovrana della nostra Repubblica.
Non penso sia giusto acquietare la nostra mente concludendo che quanti si espongono in politica siano tutti falsi o dei magna magna e che poichè il voto del singolo non cambia la spinta del voto di massa, è meglio non perdere tempo e starsene in casa a guardare le partite. 
Fatta questa premessa, voglio provare a proporre un'analisi fatta di parole semplici, priva di calcoli sulle possibili percentuali e schieramenti che si potrebbero determinare dopo il voto, priva di influenze ideologiche ma basata solo su quello che i miei occhi hanno visto fino ad oggi e le mie orecchie hanno potuto ascoltare.
Naturalmente nello scrivere starò molto attento a non incorrere in reati penali; Infatti anche se pensiamo di poter esprimere liberamente il nostro pensiero, in alcuni casi dobbiamo stare molto attenti a non sbattere di fronte all'art 28 della legge 300 del 20/05/1970 (condotta antisindacale) L’articolo  menzionato non tipizza alcuna fattispecie del comportamento antisindacale, proprio allo scopo di consentire un più efficace intervento repressivo nei confronti di qualsiasi condotta lesiva. (per chi vuole approfondire rimando al link: http://ggabriele.blogspot.it/2009/08/condotta-antisindacale.html )  quindi, il voler tentare di attribuire pubblicamente ai  leaders dei tre sindacati più rappresentativi le responsabilità  per le politiche sindacali intraprese negli anni scorsi e che contribuiscono oggi in maniera predominante all'immobilismo del mercato del lavoro, potrebbe essere inteso come "condotta antisindacale" e quindi punita anche in sede penale. Non comprendo perchè pensiamo che si possa considerare (dico giustamente) la responsabilità del Giudice nel Processo e poi non si possa considerare la responsabilità dei vari sindacalisti che incitano volutamente la loro base al boicottaggio dell'impresa privata e ancor di più  del comparto pubblico. (confondendo il boicottaggio con il diritto allo sciopero o alla rivendicazione di migliori trattamenti)
E' difficile dire quello che si pensa senza correre rischi, si viene emargnati, gli amici prendono le distanze, le lobby ti si scagliano contro e se sei un imprenditore corri il rischio di perdere clienti e banche. Ma è talmente evidente che la situazione in cui l'Italia è piombata è esclusivamente frutto della propria incapacità di porre in atto misure tese alla ripresa produttiva che una "tirata di orecchie" ai sindacati non può mancare.
Spesso per rilanciare la produttività bisogna fare sacrifici e passi indietro. Questo nessuno lo vule ammettere! 
Quando i conti in una azienda non vanno bene, l'imprenditore ha l'obbligo di adottare misure che vanno verso il risanamento o portare i libri contabili in Tribunale. Quando un'azienda non va bene si possono tentare due azioni: azione di sviluppo commerciale che incrementa i ricavi senza incrementare i costi fissi; azione di contenimento dei costi fissi e aumento dei listini. La prima è rischiosa e i frutti si vedono nel medio termine e non sono certi, la seconda è di effetto immediato ma nel medio termine è autocastrante. In entrambi i casi il rischio del fallimento persiste. Chi percorre la prima via rischia molto ma ha la possibilità di superare le difficoltà, chi percorre la seconda via recupera un pò di liquidità nell'immediato e se non la sperpera può attendere che il momento negativo passi per riprendere successivamente gli investimenti. Attenzione, la seconda via è valida solo se l'imprenditore non sperpera la liquidità recuperata, diversamente il default è inevitabile.
Il governo dei tecnici ha "curato" l'Italia percorrendo la seconda via: ha tagliato su sanità, scuola, pensioni, trasporti, ha aumentato i "listini" le tasse fino a renderle socialmente insostenibili (abbiamo una tassazione che va dal 54 al 68 %  la più alta d'Europa) senza evitare lo sperpero della "liquidità" o meglio dire dei risparmi ottenuti. E' sotto gli occhi di tutti che nulla è stato fatto per ridurre i costi della politica. Il finanziamento ai partiti non si è toccatto (nonostante la volontà popolare si sia chiaramente espressa) le provincie sono rimaste tali e quali e nessuno nega che il debito pubblico è addirittura aumentato.
Per questo motivo ritengo di poter dire che il governo Monti, fortemente voluto dal Presidente della Repubblica, non ha salvato l'Italia ma ha reso ancora più complicato trovare la via della ripresa economica e non credo meriti ulteriore fiducia.
Qualche lettore dirà che il governo di una Nazione non si può paragonare al governo di una impresa. Replico evidenziando che quando una Nazione deve, proprio secondo la logica di chi la governa, sottostare alle leggi dei mercati a maggior ragione il Primo Ministro deve comportarsi come un imprenditore ma, haimè, i professori e i tecnici non sono imprenditori.
Così come non prendo in considerazione l'idea di votare per il gruppo che appoggierà il Prof Monti non mi dilungo a spendere parole su chi, come Casini, Montezemolo, Fini e qualcun altro sono disperatamente alla ricerca di un "medium" che dia voce alle loro immagini sempre molto più fantasmagoriche che reali. 
Solo una domanda: cosa propone il trio sopra citato oltre alla noiosa replica delle lusinghe fatte al prof. Monti  per il solo fatto di aver concesso loro di sedere su poltrone d'orate per altri dodici mesi?
Veniamo a Bersani, il nostro Barack Obama. Questo ex comunista (ex si fa per dire) cerca in tutti i modi di imitare gli Americani ..... lui che da giovane gridava "Yankee Go Home"  imita gli americani ... "ragassi roba da non credere"
Bersani ci ha regalato bei momenti, ci ha fatto sorridere e, complice Sky, tenuto davanti al televisore a vedere il teatrino delle marionette che giocavano a fare gli americanini. Ne Bersani, ne la stampa che lo glorificava (ottimi affari in quei giorni) hanno mai voluto dire, neanche per una dose  minima di rispetto verso la verità e quindi verso gli spettatori, che in Italia le primarie non hanno nessun valore di legge perchè la nostra legge elettorale non prevede l'elezione diretta del Premier e che quello che hanno indicato gli aderenti alla filosofia Marxista  non ha e non aveva nessuna rilevanza per il semplice fatto che solo dopo le elezioni, in base ai nuovi equilibri, il Presidente della Repubblica darà l'incarico al soggetto più capace di attirare attorno alla sua persona la maggioranza politica che governerà il nostro amato Paese.
Il giochino Bersani - Renzi è stato un doppione di quello già visto fra D'Alema e Veltroni ai tempi dell'altro Professore .... Prodi. Che strani questi comunisti che si innamorano sempre dei professori. I danni fatti dal breve governo Prodi furono così tanti, ne paghiamo ancora oggi le conseguenze, che D'alema dovette intervenire autoritariamente, cosa che ai comunisti riesce facile, per tentare di portare avanti la legislatura e per resistere al governo, il vecchio D'Alema rinunciò perfino alla legge sul conflitto di interessi regalando al "povero" Silvio Berlusconi più di quanto lo stesso non avrebbe potuto ottenere dal suo stesso Governo.
Bersani, al di la delle simpatie e o antipatie soggettive che ispira, è un gran parlatore ma noi dovremmo chiederci come fa a tenere insieme le posizioni di Vendola, di quello che resta dei Rifondaroli, di quello che resta dell'ala sinistra della vecchia DC, di quello che resta del vecchio PC e di quello che è restato dallo scontro (farsa tragicomica) con Renzi? Certo che riuscire a mettere insieme tutti i resti della politica italiana degli ultimi 40 anni bisogna essere bravi ma affidare il futuro di questa nazione a degli zombi mi sembra quanto mai rischioso.
Grillo, che personaggio strano: mi piace. Non perchè è un genovese come il sottoscritto ma perchè dice tutto quello che pensa senza fare calcoli algoritmici sul sondaggio permanente. Mi piace e mi piace anche come ha condotto la campagna elettorale in Sicilia. Ma non lo voterò il suo concetto di governo anarchico fondato sulla volontà popolare non mi convince e mi spaventa. Sicuramente la sua tesi è vincente se applicata a un piccolo villaggio di pescatori o contadini ma l'Italia, anche se piccola e ricca di contadini e pescatori non è un villaggio, non si fonda un partito con dei tweet e non si governa neppure una nazione. 
Cosa resta da analizzare? ahh i resti di AN che hanno deciso di giocarsi il tutto per tutto, sempre per tentare di restare sulle famose poltrone dorate, cercando di acchaippare qualche minima percentuale di voti che potrebbe aiutare l'uno o l'altro schieramento, insomma quello che gli mantiene qualche privilegio. Proposta politica ascoltata? al momento nessuna!.
Infine uno sguardo al vecchio leone ridisceso in campo. 
Mi domando: ma chi glielo fa fare? Ha un'età, è benestante, ha una squadra di calcio, si può permettere di giocare a monopoli senza fiches, ha donne, aziende e buona salute.
Cosa si può pensare di un uomo che ha commesso errori imperdonabili? di un leader che non si è messo da parte ma ha nuovamente zittito i suoi dirigenti ed è tornato a fare propaganda elettorale come 18 / 20 anni or sono.
Non riesco a capire che cosa posa spingere l'ex premier Berlusconi a ritornare in campagna elettorale, interessi personali o conflitti con il sistema giudiziario? mi sembra veramente riduttivo.  Però mi incuriosice  il fatto che tutti, da destra a sinistra, dall'alto e dal basso gli gridano contro frasi senza senso: < "faccio fatica a seguirlo" > è una di queste e lo incolpano di fatti e situazioni che non dipendono certamente né da lui né dal suo governo.
La crisi è iniziata negli USA nel 2008 con il fallimento di una lunga serie di banche che hanno fatto tremare l'intero capitalismo mondiale. Quella crisi e il suo perdurare hanno determinato la situazione che oggi è ben visibile agli occhi di tutti. Se pensiamo che Berlusconi sia il responsabile della crisi del 2008 allora deve essere processato anche per la crisi del 1929 e il crollo di Wall Street.
Il Prof Brunetta contesta su twitter l'agenda Monti e fornisce valide motivazioni,
Scontri fra professori .... chi avrà ragione? io non riesco a capire tutto, però una cosa mi sembra certa: all'ex premier Berlusconi si vogliono attribuire molte più colpe di quelle che in realtà sembra realmente avere. Allora mi domando ancora: a chi può far paura l'eventuale vittoria del Presidente Berlusconi? cosa si nasconde sotto l'imput di Angela Merkel  che vuole a tutti i costi eliminare Berlusconi dalla scena politica italiana? quali sono i piani della cancelliera che Berlusconi potrebbe ostacolare e Monti potrebbe favorire? 
Vi lascio con questo dubbio in attesa che la campagna elettorale sia il più esaustiva possibile e ci sia concesso di avvicinarci al seggio per votare a favore e non contro.
Corrado Sensi

 
 






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