lunedì 1 aprile 2013

Berlusconi e le sorprese pa­squali.



Pensate, l’uomo che deve dar conto dei mille processi, vittima di una crociata che lo vuole fuori dal governo e dal Parlamento, scoraggiato dal suo stesso partito, ha avuto forza e capacità per cacciare e liberarsi dall’influenza dei dotti  Casi­ni, Fini e Monti; Ha messo da parte Bossi e posizionato Maroni  dove non può nuocere a nessuno e dove neppure lo stesso Maroni avrebbe mai pensato di poter arrivare.
Ed ecco Berlusconi solo, seduto sul trono che lui stesso ha costruito, avvolto nella misteriosa ambiguità dello scienziato pazzo che si diverte, camminando sul sottile filo che solo un abile equilibrista oserebbe affrontare e dimenticando coloro che lo vedono come il più grande responsabile di tutti i mali, a imporsi, da Padre della Patria convinto della estrema necessità di esercitare il suo ruolo,  affinché il prossimo capo dello Stato sia espressione di tutto il Parlamento e scongiurare definitivamente la rielezione proibitiva ma possibile per la sinistra di Napolitano.  
Nell’uovo pasquale Berlusconi ci ha messo due sorprese:
la prima è che Napolitano non potrà essere rieletto;
la seconda è la certezza che Bersani finalmente se ne và.  

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