giovedì 5 settembre 2013

CASSA INTEGRAZIONE: un regalo alle aziende

Questo post è frutto di analisi e riflessioni che si susseguono nella mia mente da molto tempo e so bene che le mie conclusioni potrebbero apparire scandalose, ciononostante ho deciso ugualmente di renderlo pubblico. 
CIG (cassa integrazione guadagni http://it.wikipedia.org/wiki/Cassa_integrazione_guadagni ), non mi soffermo sulle varie classi della CIG che vanno da ordinaria, straordinaria, in deroga ecc. ecc. ma guardiamo insieme e in pratica a che cosa serve:
La CIG (totalmente finanziata dai contribuenti, ovvero con i soldi delle tasse che tutte le persone fisiche o giuridiche versano allo Stato) serve sostanzialmente a garantire un reddito ai lavoratori che per questioni che non dipendono da loro, ma che dipendono esclusivamente dall'azienda alla quale prestano o vendono la loro "forza lavoro", sono temporaneamente sospesi dal lavoro.
La temporaneità è un concetto molto elastico, ci sono lavoratori in CIG da pochi mesi e lavoratori in CIG da molti anni.
Quali sono le cause che consentono alla aziende di richiedere l'intervento della CIG? Sono veramente tante, vanno dalla crisi di settore (ad esempio un inverno con temperature superiori alla media di 10° mette in crisi chi fabbrica cappotti e quindi "crisi di settore"); riorganizzazione aziendale (necessità di ridurre i costi di produzione e quindi ridurre il personale o ricollocarlo in altri reparti); ristrutturazione dei macchinari (necessità di cambiare alcuni macchinari di produzione o linee di produzione, di conseguenza il fermo della produzione stessa); difficoltà finanziaria o di bilancio (l'azienda non ha più la capacità finaziaria e non riesce ad acquistare materie le materie prime); l'azienda passa di mano (viene acquista o incorparata da un altro gruppo che intende riorganizzare il personale o ridurre o trasferire le unità produttive).
Dagli esempi di cui sopra (esempi solo a titolo esemplificativo e non riduttivo) si intuisce in maniera molto semplice che:  quando l'azienda ha dei problemi, manda a casa i lavoratori e riduce notevolmente il costo del lavoro; il lavoratore percepisce circa il 60% - 80% della retribuzione normalmente percepita (pagato dai contribuenti); se e quando l'azienda risolve i suoi problemi richiama al lavoro tutti o una parte dei lavoratori precedentemente sospesi.
In sintesi: l'azienda non licenzia i lavoratori ma li manda ugualmente a casa; i lavoratori per non perdere il posto presso l'azienda dove risultano in carico nulla fanno per trovare diversa collocazione lavorativa ma, molti di loro, lavorano "in nero" presso artigiani o piccole aziendine; Lo Stato paga, anzi utilizza il denaro dei contribuenti per mantenere questa allegra situazione che favorisce innanzitutto gli imprenditori.
Prima di passare alla soluzione del "maleessare" anche se oramai ben radicato,  devo dire che non tutte le aziende possono usufruire della CIG. Sole le aziende veramente grandi e che operano in particolari settori, quelle a partecipazione statale; le grandi coop (che sono tutte rosse); mentre sono escluse quasi tutte quelle con meno di 15 dipendenti; sono escluse anche le piccole aziende tranne in qualche caso perchè ammesse a procedure in deroga. 
Soluzione proposta:
1) Eliminazione totale e definitiva della CIG.
2) Liberalizzare assunzioni e licenziamenti. L'azienda che ha problemi deve avere la possibilità di liberarsi delle unità produttive in esubero sia per breve o lungo termine.
3) Ai lavoratori licenziati (di ogni dimensione aziendale quindi tutti), lo Stato con i medesimi fondi dell'attuale CIG manterrà una retribuzione netta pari al 80% della retribuzione netta precedentemente percepita per un periodo non superiore a 6 mesi, rinnovabile di altri 6 su semplice richiesta, successivamente rinnovabile di tre mesi in tre mesi a condizione che il lavoratore dimostri di aver perseguito ogni tentativo di trovare occupazione. 
Effetti:
Ai lavoratori non cambia nulla, anzi la garanzia del reddito viene estesa a tutti i lavoratori. I lavoratori di fatto avranno perso il posto presso l'azienda nella quale risultavano in carico e sono stimolati a cercare diverse collocazioni (oggi non avviene) e con alcune norme del tipo esclusione dai benefici del reddito per chi viene sorpreso a lavorare in nero,  tutte le imprese artigianali o le piccolissime aziende dovranno giocoforza mettersi in regola.
Per le aziende qualcosa cambia: Prima di effettuare licenziamenti dovranno fare valutazioni molto attente, infatti non avranno più a loro disposizione (con il costo a carico dei contribuenti) la mano d'opera già formata e disponibile a comando. Anche dal punto di vista finanziario dovranno fare valutazioni particolari: licenziare significa liquidare TFR e competenze ed esporsi ad azioni rivendicative da parte dei lavoratori per questioni relative a ferie, permessi, lavoro straordinario, trasferte ecc. ecc; tutte cose queste che le aziende  oggi mantengono in stand by scaricando il costo della loro comodità sui contribuenti.
Per i contribuenti non cambia nulla, ma avranno la consapevolezza che con una parte delle loro tasse si garantisce un reddito a chi perde il lavoro (questo può capitare a chiunque) ma chi perde il lavoro ha tutto l'interesse ad accettare nuove esperienze. Infine le erogazioni ai lavoratori dovranno essere effettuate dal comune di residenza che farà rivalsa sui conti dello Stato. E' molto importante che il lavoratore licenziato si rivolga all'amministrazione comunale per essere assistito: così facendo si costruisce un rapporto di fiucia e collaborazione fra l'amministrazione del terriotrio e la propria cittadinanza. Un passo avanti verso lo stile di vita presente in Europa.
Ulteriori benefici:
Le multinazionali europee, le grandi imprese (sono solo queste ultime in grado garantire reddito e ripresa economica) prenderanno atto della nuova situazione e riprenderanno a fare investimenti produttivi anche in Italia. Penso e ne sono convinto che in assenza di questi provvedimenti l'Italia per colpa dell'ottusità dei sindacati e di alcuni partiti resterà al palo o per maggior chiarezza resterà in penoso affanno legata all'elemosina degli stati europei mantenendo però alti i privilegi delle caste sindacali e partitiche.


 

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