martedì 20 maggio 2014

Lettera aperta a Don Patriciello

Caro Padre, premesso che non sono un tifoso della politica e in modo particolare di questo governo e neppure dei precedenti, anche se ogni volta che vego chiamato a votare ci vado. Non comprendo bene questo urlo contro gli uomini della politica e amministratori vari quando il vero problema persiste nella coscienza di noi semplici cittadini che continuiamo a gettere i rifiuti speciali che derivano da opera di ristrutturazione, o rimordamento, o svecchiamento delle nostre abitazioni nelle piazzole di sosta delle strade a scorrimento veloce, sotto i ponti o in stradine comunali o vicinali. I cumuli di immondizia che lei nota sono frutto anche e oso dire sopratutto, di piccole azioni illegali fatte quotidianamente da persone che abitano accanto a noi e che allontanandosi qualche Km dal loro domicilio sversano illegamente i contenuti dei cofani delle loro auto pensando di aver risolto il loro problema. Che cosa pretendiamo dalle amministrazioni? Io che viaggio molto, posso assicurare che non vedo più autocarri o motocarri che vanno girando con rifiuti in cerca del luogo adatto per lo sversamento illegale. Le sanzioni sono notevoli e le forze dell'ordine hanno sostanzialmente bloccato questo mercato; ancora oggi gli sversamenti continuano a piccole dosi con auto private che sono difficilmente individuabili e riescono ad eludere i controlli e in orari "giusti" effettuano sversamenti. Con questo scritto, mi domanderà, dove voglio arrivare? Ecco la risposta, penso che rivolgersi a tutti o contro tutti equivalga a parlare al vento; mentre concentrare l'attenzione su azioni di sensibilizzazione delle masse; su azioni di responsabilizzazione della popolazione; sulla necessità di lavorare nel reparto formativo dei bambini e degli adolescenti sia la cosa più importante da avviare. Sono certo che questo lavoro guidato dai Pastori della nostra Chiesa e illuminato dallo Spirito Santo coinvolgerà tutti e darà frutti straordinari. Diversamente continuare a urlare i nostri diritti senza mai accennare ai nostri doveri, invocare le autorità preposte alla pubblica amministrazione, agitare persone paventando innanzi a loro lo spettro della malattia e della morte, eludendo addirittura la necessità per i Cristiani di considerare la nostra vita come un percorso penitenziale non improntato necessariamente e/o esclusivamente sui diritti civili, potrebbe essere interpretato solo come un mezzo per far arrivare nelle nostre terre solamente altro denaro che, sappiamo bene, non sarà mai utilizzato per risolvere il problema per il semplice fatto che risolvendo il problema, non arriverebbe più gratuito denaro nelle tasche della delinquneza ..... ahimè grande alleata della politica. Don Patriciello, la prego di cogliere questa mia critica con l'amore che io cerco sempre di porre davanti ai miei pensieri e se le sono parso nell'errore non mi dimentichi nelle sue preghiere.

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